(Riflessioni) Necessità di un obiettivo

Con oggi sono ufficialmente in vacanza.
Ieri mentre tornavo con la metro dal gruppo di S. Vittore, pensavo al domani e avevo un senso di vuoto dentro.
Pensavo che, tornati dalle vacanze, i giorni di tirocinio che, di fatto, mi restano da fare, sono solo 15.
Terminato il tirocinio, a livello pratico, la mia vita non cambia. Ma a livello teorico sento il peso di un capitolo che si sta chiudendo.
Per anni il mio obiettivo è stato la laurea. Ora che il tirocinio è quasi finito non posso più rimandare: devo pensare al domani.
Non è la mancanza di lavoro che mi fa sentire il vuoto. Il mio domani è pieno di cose da fare, lavori e progetti.
Ma ciò che mi viene da fare è una riflessione su me stessa.
La mia necessità costante di avere un obiettivo da raggiungere.
Sono dipendente dagli obiettivi.
Se non ho un obiettivo davanti a me, inizio a sentire un forte senso di vuoto, di inutilità. Anche se le mie giornate sono piene di cose belle e gratificanti.
Per godermi la realtà quotidiana, per godermi la vita giorno dopo giorno, ho bisogno di avere un obiettivo, una meta da raggiungere sul cammino della vita.
Il problema è che mi lascio coinvolgere così tanto da quello che vivo ogni giorno che, se non ho un obiettivo a lungo termine, rischio di disperdermi nelle gioie quotidiane.
Penso che sia importante godere delle piccole cose, delle gioie che ogni giorno ci attraversano la strada. Ma io non sono capace di farlo se non ho un obiettivo.

Ho bisogno di un obiettivo anche per godermi lo zucchero filato. Affinché esso non diventi solo un piacere momentaneo che lascia una sensazione di sete in bocca.
Lo zucchero filato te lo godi quando te lo sei guadagnato, non quando lo hai rubato.
Puoi goderti le piccole cose solo quando senti che in generale stai lavorando e stai progredendo verso un obiettivo.
Quando invece ti senti arenato, in ozio o in regressione, le piccole cose non ti danno gioia o, se te la danno è effimera, transitoria, ha un sapore inconsistente e il retrogusto del vuoto che si lascia alle spalle.

Nelle mie giornate, sento che mi lascio conquistare interamente da ciò che mi circonda, dalla realtà quotidiana, che affronto nell'unico modo in cui sono capace: mettendoci tutta me stessa. Ma contemporaneamente, affinché questa realtà non assorba tutte le mie energie in modo afinalistico, ho bisogno di un obiettivo. Mi immergo in questa realtà come se fossi una Misumenops nepenthicola che si immerge nell'ascido delle sua Nepenthes: mentre mi immergo nel liquido caldo e avvolgente dell'ascido ho bisogno di un filo della mia ragnatela ben saldo che mi permetta di risalire. Questo filo per me è un obiettivo. Senza un obiettivo seguirei tante strade differenti che portano in punti differenti, con il risultato che non arriverei mai da nessuna parte.
Ci vuole un progetto generale che dia organicità ai vissuti quotidiani e incanali le energie verso il raggiungimento di una nuova tappa di vita.

filo

Oggi rifletto su qual è il prossimo obiettivo che indirizzerà la mia vita, le mie gioie e le mie aspirazioni nei prossimi anni. Gli obiettivi in realtà sono tanti, ma è difficile stabilire l'ordine, scegliere l'obiettivo principale da mettere davanti a tutti gli altri: un lavoro, la scuola di specializzazione, una casa….

Ho estratto una nuova freccia oggi. Da che parte tirarla?
Sento che stabilire da che parte indirizzarla, prima di scoccarla, è già un passo avanti verso il futuro, un passo necessario per godersi il presente.

obiettivi
Foto tratta da: http://fiveprime.org/hivemind/Tags/arrow,bow

Tiziana, 9 Agosto '09.

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