Ricostruzione del mito di Sisifo

Contributo principale di Francesco, in collaborazione con Andrea e Cesare

Sisifo era il Re di Corinto.

Mentre cercava una soluzione per la mancanza d’acqua in città vide Zeus che aveva rapito una bella ninfa, Egina. E sempre mentre era in cerca dell’acqua incontrò il padre della ninfa, Asopo, che per capire se Sisifo aveva visto la figlia, si trasformò in un vecchio e cercò di carpire qualche informazione. Sisifo all’inizio non rivelò dov’era la ragazza, ma solo dopo che gli fu offerta in cambio una fonte eterna d’acqua (Levissima) rivelò al vecchio dov’era e con chi era la musa.

Così facendo Zeus si incazzò come una bestia e chiese al fratello Ade di mandare uno scagnozzo per uccidere Sisifo, ma Sisifo, che era un dritto, ubriacò e imbrogliò lo scagnozzo e lo incatenò. Lo scagnozzo era il Dio della Morte, Tanato, e quando Ares vide che non moriva più nessuno e che le guerre non avevano più senso lo disse ad Ade che andò a riprendere il suo scagnozzo e ammazzò Sisifo.

Prima di morire Sisifo disse alla moglie di non seppellirlo. Così facendo attirò l’attenzione della moglie di Ade, Persefone, che disse al marito che non era giusto che Sisifo non avesse avuto la sepoltura. Così convinse il marito a fare tornare Sisifo sulla terrà.

Quando Sisifo tornò sulla terra voleva continuare a non essere seppellito, così quando gli dei se ne accorsero, mandarono sulla terra un Dio “postino”, Hermes, a prendere Sisifo per riportarlo nel regno dei morti.

Zeus stanco di essere preso in giro condannò Sisifo a spingere una grossa pietra su per un monte e, quando arrivata in cima la pietra ruzzolava giù, Sisifo doveva ricominciare dall’inizio e così per l’eternità.

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