La guida e la seduzione

Di seguito le prime riflessioni sul tema, la guida e la seduzione, che sarà per il gruppo oggetto di studio nei prossimi mesi e che coinvolgerà nella ricerca studenti, insegnanti, professionisti dell'arte, dello spettacolo, della letteratura…

Il gruppo di Bollate ha affrontato per primo l’argomento.

Inizialmente Aparo ha lasciato lo spazio per riflettere liberamente sul tema, poi ha posto alcune domande per orientare la discussione:

  • Quali sono le funzioni della guida? Quali le caratteristiche del seduttore?
  • Quali sono gli elementi che contraddistinguono la guida e il seduttore? Cos’hanno in comune? Quali aspetti li differenziano?

I primi concetti emersi sono apparsi da subito interessanti.

Gualtiero: Ho passato la vita a essere sedotto. La guida ti mette davanti ai tuoi limiti e alla realtà.

Karen: Guida e seduttore hanno in comune il fatto che portano entrambi verso qualcosa.

Grazia: La seduzione porta verso il seduttore, la guida porta verso una meta nell’interesse del guidato. La seduzione porta vantaggio di chi seduce.

Aparo: La seduzione non prevede un percorso di crescita del sedotto, la guida invece ha come obiettivo la crescita del guidato. La seduzione prevede l’appagamento del narcisismo del sedotto senza una sua evoluzione, invece la guida incoraggia un cammino di crescita.

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Parentele distanti. Foto di Livia Nascimben

Dopo il primo incontro alcuni membri del gruppo hanno cominciato a cogliere gli stimoli e a scrivere sul tema. E la discussione si è arricchita.

Silvia: La seduzione è una bomba intelligente, ti colpisce all’incrocio tra il bisogno di protezione, la frustrazione perché questo tuo bisogno viene continuamente squalificato e la spinta all’indipendenza. Urli, nessuno ti sente, continui a cercare, ma a quel punto sei disposto a vendere l’anima in cambio di vivere l’illusione di essere forte, protagonista, desiderato. La seduzione si insinua dove i tuoi bisogni primari vengono disconosciuti.

Massimo C: Quando la guida manca cerchi di sopperire al dolore lasciandoti sedurre, ma è un’illusione che aggiunge ulteriori spaccature. Nasciamo con la seduzione, farsi guidare è una conquista.

Aparo: La guida si occupa di un tuo progetto. Il seduttore ti chiede di dedicarti a un suo progetto, che però ha la parvenza di essere anche un tuo progetto.

L’uomo nasce con la spinta all’onnipotenza, non è spinto solo dal desiderio della crescita. E’ attratto dall’inganno, dal simulare la crescita con la sua illusione (il potere, i soldi…). La guida a quale spinta deve fare riferimento? A quale progetto? A entrambi? A uno squalificando l’altro? Il seduttore ha il compito più facile: promettere potere. La guida deve tenere conto di entrambe le spinte.

Non è detto che tutti i giorni si sappia mantenere chiara la rotta del proprio bersaglio. L’uomo ha voglia di crescere, ma ha anche voglia del surrogato della crescita. Chi ti incontra come ti ricorda i tuoi progetti di crescita? Se hai voglia di seduzione, l’altro come ti recupera al tuo stesso desiderio evolutivo?

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Spinte contrapposte. Foto di Livia Nascimben

Aparo commenta il passaggio dello scritto di Cesare “Il venditore di aquiloni” che parla del Gobbo e del Re.

[…] Con ogni confezione riceverai un costume da re o da regina, così che tu sia il re o la regina di quella favola in cui si tramuta la vita tua, per poi però ritornare quel gobbo mostruoso, quell’incubo da cui vuoi scappare. E l’unico modo che hai è quello di comprarti un altro aquilone rosso e aspettare che si alzi il vento. […]

Sei più facilmente seducibile, se vivi dentro a un incubo.

Quando cediamo a una lusinga, dentro di noi non c’è la paura di essere un gobbo? Per ognuno che cerca di accorciare la strada, di sostituire l’obiettivo dell’evoluzione con un suo surrogato, sotto non c’è la paura di sentirsi una chiavica? O chi me lo farebbe fare a sostituire un apprendimento con un traguardo pronto?

Silvia aggiunge una nota importante: Una chiavica, ma a tempo indeterminato!

Aparo: La seduzione ti impedisce di diventare e se non diventi sei infelice. Il benessere non è dato dall’avere, ma dal diventare, dall’andare verso qualcosa. Precludersi la possibilità di diventare significa rendersi infelici.

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Illusione. Foto di Marco Nascimben

Anche al gruppo di San Vittore si riflette attorno al rapporto tra guida e seduzione. I detenuti parlano della propria esperienza e dai racconti emergono alcuni elementi distintivi della guida e della seduzione. Ian dà un grosso contributo.

Il seduttore ti garantisce l’appagamento immediato. Appaga il senso di onnipotenza, l’illusione di essere potente.

La guida ti offre di lavorare per aumentare le tue competenze. Ti invita ad evolvere.

Il seduttore ti fa stare bene nel presente, ti anestetizza da una realtà pesante, ti fa estraniare dalle difficoltà. Ti distoglie dalla fatica, dal dolore, dalla dimensione del finito, dalla condizione di insufficienza, eliminando il futuro.

La guida riempie il futuro, fa riferimento al tuo sviluppo nel futuro, alla costruzione, alla crescita.

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Verso il futuro. Foto di Livia Nascimben

A San Vittore sono già fissati due appuntamenti in cui approfondiremo questo tema insieme a un gruppo di scout (sabato 6 marzo) e con lo storico d’arte Stefano Zuffi (il lunedì successivo). Mentre al gruppo di Opera si comincerà a parlare di questo tema subito dopo il convegno “La nicchia, la crosta, il rosmarino” del 4 di marzo.

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