- entra....
- autolesionismo
- microscelte
- ..e macroscelte
- il conflitto
- maschere
- Il Doppio
- Il Ponte
- Il Ponte
- L' amore
- Punizione
- Istituzioni

Dimensione reale immagine:
Il corsetto
“L'autolesionismo è il bisogno di sentirsi vivi, giocando con la morte. E' mettere le mani sul proprio corpo per mettere le mani sulla vita, passando da una situazione di impotenza a una posizione di onnipotenza. Diventare proprietari del dolore. Si passa così da uno status di oggetto a uno status di soggetto: si diventa protagonisti. E questo, comunque sia, è appagante.” (A. Aparo. Appunti Sparsi.)
"Nell’immagine di Livia, la persona che genera dolore e quella che lo subisce coincidono: una bambina risponde ad una sensazione di impotenza con una violenza su un oggetto amato, vi si scaglia contro aggredendo se stessa e il proprio sentimento positivo verso l’oggetto.
Quando un individuo si sente impotente, impossibilitato a orientare le proprie energie, compie una violenza su se stesso per essere l’attore protagonista del male che vive." (A. Aparo. Costanti del male)
“Ciò che è importante domandarsi è: le persone, che grado di consapevolezza hanno del fatto che le loro microscelte ogni giorno possono restringere o allargare i loro orizzonti?
A volte giri lo sterzo con leggerezza, ma ciò poi non toglie che ti trovi a percorrere una certa strada piuttosto che un'altra.” (A. Aparo, appunti sparsi)
Commenti
"Ci sono delle vite nelle quali quasi quotidianamente sembra che bisogna prendere una macroscelta.
Ci sono delle vite in cui ogni scelta potrebbe cambiarti interamente vita.
Ci sono delle vite che procedono sull'orlo del precipizio, ogni giorno devi decidere se buttarti o non buttarti." (A. Aparo. Appunti sparsi.)
Commenti

© Bambina con bambola, 1920 ca. Archivi Alinari-donazione Trombetta, Firenze.
"Una bambina picchia una bambola e mette in scena un conflitto. Lei si sente cattiva, e ha bisogno di dare una rappresentazione del proprio conflitto. (…) La bambina, a causa del conflitto interno, prende le distanze dalla bambola alla quale assegna il ruolo di “bambina cattiva”, ma attraverso la messa in scena del conflitto cerca inconsciamente di fare in modo che la parte buona della bambola incontri la parte cattiva della bambina. E viceversa. " (A. Aparo, La rappresentazione del conflitto e la sua meta. )

F. Errera, "La maschera e il volto"
"La maschera è da pensare come un inganno non del tutto cosciente verso noi stessi e verso il mondo, o è uno strumento di cui ci serviamo a fini adattativi?
Si tratta di finzione o di identità?
…
Anche quando indosso una maschera riesco a sentirmi me stessa, purché mi appartenga.
Se fa parte di me è uno strumento, magari contestabile, ma pur sempre un prodotto autentico. "
(Margherita Macis, La maschera: identità o finzione? )
"Noi siamo quel che facciamo finta di essere, sicché dobbiamo essere molto attenti a ciò che facciamo finta di essere".
Kurt Vonnegut, "Madre Notte"
Commenti
"Grazie papà e scusa se ho dubitato di te, ora so che tu mi volevi bene e che ora da lassù me ne vuoi ancora. Ti voglio tanto bene, te ne ho sempre voluto tanto.
Michael, non sono io che ho dato la vita a te, sei tu che la stai dando a me. Ti amo figlio mio e ti giuro che non ti deluderò, te lo giuro." (A. Tango, Le mie lucciole )
"Se tuo padre ti rifiuta e ti dice che non vali non significa che sia vero. A rendere la sentenza operativa è il tuo comportamento.
In definitiva Antonio, con il suo comportamento, rende la condanna falsa.
In precedenza aveva fatto in modo che fosse giusta: comportandosi da camaleonte aveva permesso che la condanna, invece che essere smentita, trovasse riscontro fedele nella realtà.
Grazie al suo lavoro Antonio ha sentito di essere un valore: la sentenza di suo padre diventa sbagliata.
Oggi Antonio sente di poter essere un ponte di collegamento tra suo padre e suo figlio.
Si sente in grado di dire non soltanto di aver avuto un padre e di essere stato figlio, ma anche di essere genitore." (A. Aparo commenta lo scritto "Le mie lucciole" di A. Tango.)
Commenti

A. Avanzini, Il ritorno del padre.
"Ho pianto per l’amore che non ho saputo comprendere fino a quando per la prima volta non ti ho avuto fra le braccia.
Ho pianto di orgoglio quando mi hai chiamato per la prima volta, con la voce e con gli occhi.
Mi sento chiamare e guardare ogni giorno e ogni giorno vorrei che fosse la tua voce da lontano che mi chiama.
Vorrei abbracciarti e picchiarti per il dolore che ci siamo trasmessi." (Silvia Casanova, Lettera dalla madre)
Commenti
"Il modo migliore per celebrare l'amore è usarlo come una scala." (A. Aparo, Appunti sparsi)
"Per mesi hai vissuto senza corpo, sei abituato alle privazioni fisiche, ma alle privazioni della mente no e così, qualche volta, hai l’impressione che quanto vedi e ascolti ti faccia invecchiare di dieci anni. Il mondo ti disgusta e ti pesa. Sai che il luogo è solo il contenitore della tua persona e sai anche che se avessi tutto dalla vita il destino comincerebbe a punirti.
Ciò che più ti turba, in notti come queste, è il pensiero delle persone senza le quali non potresti vivere (Silvia, Marta, Antonella…). Ti accorgi solo ora di come la tua vita sia intrecciata a quella di altri, di essere coinvolto in alleanze diverse da quelle con te stesso.
Chissà se più tardi, quando rileggerai questa lettera, ci sarà il sole o la neve. La neve… ho voglia di sciare, ho voglia di essere libero! Quanta gente non si rende conto della fortuna che ha quando sta in coda nel traffico o alla posta, quando prende le multe, quando gli rubano la radio dalla macchina!" (Marcello Lombardi, Il senso della pena )
Commenti

Fonte immagine
"Spesso i detenuti si sentono senza alcuna prospettiva, senza un futuro, se non quello di agire nell'angustio spazio di una cella in attesa che si inanellino giorni su giorni in un infinita catena." (Bruno De Matteis)
Commenti
(Ci sono già dei commenti per questa immagine.)






