Il Doppio
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Vaso di Rubin

La parte più virile non fa passare, non cede il passo, alla parte più fragile. Non la scarta, è una parte del cuore, di se, ma deve prima superare la prova “del metallo e del candore” e rimanere salda sui piedi.

Sono tentato però di leggere la sua poesia ribaltando le posizioni delle parti in gioco. E allora colui che parla, che pone la domanda iniziale Chi sei?, è la parte debole, fragile di Curzio. Qui non puoi passare, dice alla parte più forte e virile, non puoi avere pensieri piccini, vili, traditori e se il labbro trema ancora vuol dire che ancora menti. Io che sono metallo (ancora da forgiare?) e candore (non ho ceduto alla menzogna delle lusinghe), desidero danzare coi compagni di gioco, essere libero. Ma se rimani saldo sulla tua volontà di cambiare, nessuno ti scarta, nessuno vuole reprimerti, sei parte di me, sei parte del cuore.
(Adriano Avanzini, commento alla poesia di Curzio)

CHI SEI?
Chi sei? Qui non puoi passare
Mostra il tuo viso e fierezza di sguardo
Non c’è posto per pensieri piccini
E se il labbro trema ancora non dici il vero
E fai torto ad entrambi

Io sono metallo e candore
La lingua sobbalza non per menzogna
Ma desiderio di danza coi compagni di gioco
Ma se rimani solo perché saldo di piede
Nessuno ti scarta
Sei parte del cuore

(Curzio, Rilanci da Bollate )

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