Sui Limiti - 01/08/09 San Vittore

Il gioco dei cappelli

Aparo: la proposta di questo gioco al gruppo ha lo scopo di portarci a riflettere sui limiti e, in particolare, sul rapporto che gli esseri umani hanno con i limiti.
A tal proposito possiamo dire che l'essere umano:

  1. è tendenzialmente ribelle rispetto ai limiti che gli vengono imposti,
  2. spesso si auto-infligge dei limiti senza nemmeno rendersene conto.

I limiti comportano sempre un certo grado di frustrazione.
Se la resistenza alla frustrazione dell'individuo è debole, e se il peso di questi limiti, che gravano su di lui, inizia ad essere eccessivo, si generano sentimenti di odio e rancore e si arriva quasi inevitabilmente ad un punto di “esplosione”. Il problema è che mentre l'individuo è impegnato a far saltare i limiti posti dall'esterno o quelli che si è posto lui stesso, non ha più tempo per crescere.

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Foto tratta da www.santacroceonline.com

Dopo diversi tentativi da parte dei membri del gruppo, Antonio Tango e Mario Di Domenico danno la soluzione del gioco.

Antonietta: ma io avevo capito che uno solo poteva indovinare, invece in realtà possono essere in due…

Aparo: in realtà, mentre enunciavo le regole del gioco, non ho mai detto che solo uno poteva indovinare, non ho mai posto questo limite. Io ho detto che, tra i 4 personaggi del gioco, c'è n'è uno che può indovinare “indipendentemente” dalla posizione dei cappelli. Ma non ho escluso che ce ne potessero essere altri che potevano indovinare solo in alcune circostanze.
Questo è un limite che vi siete imposti voi autonomamente. Quando si fanno giochi di logica c'è la tendenza a precludersi delle strade che però non sono precluse dai vincoli iniziali enunciati da chi sta spiegando il gioco. Questo può succedere anche nella vita di tutti i giorni.

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Foto di Livia Nascimben

Questo gioco ci mostra inoltre un'altra cosa. Imporsi un limite che non esiste, spesso preclude la possibilità di trovare una soluzione al problema. In questo modo si genera nell'individuo una frustrazione che porta a differenti reazioni. Anche qui al gruppo abbiamo visto come, di fronte a tale frustrazione, si ha la tendenza a sminuire il gioco trasformandolo in uno “scherzo”, proponendo cioè soluzioni che vogliono solo far ridere e non risolvere il problema.
Così, dopo che l'individuo si è precluso una strada, la frustrazione che prova lo porta a cedere quasi subito di fronte al limite che si è posto, invece di tentare altre strade per superarlo.
A volte la frustrazione imposta dai limiti non porta a una vera e propria esplosione ma porta l'individuo a generare una quadratura tale per cui alla fine le cose tornino.
Antonio Tango, quando si era convinto di valere poco, aveva dato ragione a delle “voci” che gli permettevano di far tornare delle quadrature.

A. Tango: A volte i vincoli che ti crei li fai diventare i vincoli del patto iniziale, come se fin dall'inizio li avesse posti qualcuno dall'esterno, così finisci con l'odiare questo qualcuno e ti precludi una relazione con lui.

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