Insieme ad Adriano l'altro giorno riflettevamo sui doppi e sulla loro possibile natura.
Le parole di Adriano, che ho riportato, mi hanno fatto venire in mente questa immagine.
E mi domandavo perché.
In effetti, non sembrano avere un grande nesso con questa immagine.
Gli occhi dietro alla cerniera potrebbero essere gli occhi del doppio racchiuso dentro di noi. Eppure quegli occhi non sembrano avere nulla di "bastardo", sono due occhiettini azzurri che paiono terrorizzati, innocenti, bisognosi d'aiuto. Occhi che ti chiedono di tender loro una mano….
Ma ancora una volta penso al vaso di Rubin. A come costringere il nostro cervello a lasciare l'immagine che vediamo per rendersi conto che dietro questa immagine ve n'è un'altra.
Per prima cosa mi vengono in mente due film, alcune scene di "Them" e l'ultima scena di "Rosemary's baby".
E' sempre questo quello che pensi: "in fondo è solo un bambino".
E' il tuo bambino!!!!! …lo stai crescendo dentro di te. Un po' per volta…. giorno dopo giorno….
Hai voglia di tendere quella mano a quegli occhi innocenti, hai voglia di alimentare la tua creatura, di coccolarla, cullarla, dirgli "tranquillo tesoro, non avere paura, fino a che ci sarò qui io nessuno ti potrà fare del male".
Quegli occhi però ti fanno sentire in colpa, ti fanno sentire un gigante sporco e cattivo con una ferita sulla schiena da nascondere, che a tratti cerca di soffocare in questa ferita un bambino dagli occhietti innocenti.
Tu sei il gigante nero e cattivo e gli occhietti azzurri sono una bambino indifeso.
……adesso sforzati di ribaltare l'immagine…..
……sforzati di ribaltare l'immagine…..
……sforzati………………………
Cosa c'è realmente nella foresta di "Them"? Chi c'è in quei sotterranei? E cosa alimenta Rosemary dentro al suo corpo? Cosa tiene in braccio in quell'ultima scena?
Cosa nascondono questi occhi azzurri? Sono realmente così innocenti? Eppure guardali, come un nemico codardo ti colpiscono alla schiena.
Forse non tutti i doppi meritano di avere uno spazio dentro di noi.
Forse solo quando la smetterai di alimentare quel bambino potrai smettere di sentirti tu stesso un mostro gigante, nero, brutto e cattivo.
Forse è come per il vaso di Rubin, fino a che sopravvive la sua immagine non riuscirà ad emergere la tua, perché fino a che lui sopravviverà dentro di te tu sarai troppo impegnato ad alimentare la sua immagine, a sentirti sporco, e non avrai il tempo di pensare alla tua…. ad un'immagine buona di te stesso.
In qualche modo devi riuscire a soffocare quel doppio "bastardo" che è dentro di te per diventare realmente te stesso.
Ma da solo non ce la puoi fare, perché il doppio bastardo trova sempre il modo di ingannarti con i suoi occhiettini innocenti. Hai bisogno di qualcuno che sappia arrivare dove tu non puoi arrivare, che ti dia una mano a chiudere quella cerniera sulla tua schiena. Per sempre.
…o fino al giorno in cui non potremo celebrare insieme il funerale di quegli occhi bugiardi, occhi traditori.
Voglio solo aggiungere che non tutti i doppi sono bastardi. Il doppio di cui parla A. Tango ha una natura differente, va "integrato" non soffocato. Ragionavo con Adriano che forse non tutti i doppi hanno la stessa natura e che non con tutti i doppi ci si può comportare nella stessa maniera.
Nel vaso di Rubin ci sono due volti che si guardano, e a tratti sembra che si sfidano, quei due volti sono per me i due protagonisti del dialogo di A. Tango. Essi possono convivere nella stessa immagine e solo presi insieme possono dare origine al vaso. Solo presi insieme hanno la potenzialità di creare qualcosa di nuovo e di bello.
Ma non tutte le cose possono convivere nella stessa immagine, il vaso di Rubin ci insegna anche che alle volte, per vedere una cosa, sei costretto a sopprimerne un'altra. Anche se questo costa un faticosissimo sforzo mentale. Uno sforzo che a volte sembra mostruosamente grande da affrontare da soli e ci fa sentire mostruosamente impotenti, incapaci, perduti…