Questa frase ha davvero un forte impatto figurativo… mi fa venire in mente i giorni che diventano a forma di anello, diventano circolari, privi di meta, poi si uniscono l'uno con l'altro, tutti uguali, e formano una catena che si avvinghia intorno al detenuto e lo imprigiona più delle sbarre dietro cui è rinchiuso.
Rinchiuso nella propria cella, senza un progetto a cui lavorare, al detenuto non resta che attendere che i giorni passino…. In questo modo però, altro non fa che disegnare con le proprie mani la catena che lo tiene prigioniero perché, insieme a quei giorni, anche la vita se ne va. E con essa la possibilità di crearsi un futuro, la possibilità di crescere, di liberarsi dalla prigione degli inganni per iniziare a progettare la propria esistenza come Uomo.
Il detenuto ha l'onere di pretendere di "esistere", l'istituzione ha l'onere di rendere possibile tale esistenza.
Questa alleanza avrà l'onore di spezzare la catena e restituire ai giorni la loro meta.





