Caldi complimenti a Tiziana per la scelta. Le sue pagine sono sempre più belle.
Ho letto questo libro qualche anno fa quando decisi cosa avrei voluto fare della mia vita, quando decisi che volevo lavorare con i bambini più "difficili", quelli più problematici, quelli che sono costretti a passare la vita sotto il peso dell'etichetta della disabilità che si portano addosso. Non sono bambini gravemente malati o gravemente disabili, ma non sono nemmeno bambini "normali". Si collocano in un limbo: spesse volte fortemente carenti in un'area, hanno le potenzialità per eccellere in un'altra, ma hanno bisogno, sempre, di qualcuno che possa andare oltre i pregiudizi comuni, di qualcuno che, al di là del bene e del male, possa tifare per loro "nonostante tutto".
Alla fine, però, questo libro l'ho vissuto due volte. Mi identificavo nell'insegnante, ma spesse volte anche nella bambina. Dell'insegnante condividevo le idee, le intenzioni, i propositi. Della bambini gli istinti, la rabbia, l'incredulità.
Penso che certe letture, comunque sia, influenzano il tuo modo di pensare, di comportarti e di affrontare la vita. Questo libro ha gettato le basi per quelle che sono poi diventate alcune delle mie convinzioni più profonde: ciò in cui credo, ciò che mi guida ogni giorno nelle difficoltà e negli stress di un lavoro che, al di là dei buoni propositi, è sempre duro, faticoso e certe volte fa venire voglia di mollare tutto. In quei momenti le parole di questo libro mi fanno ricordare che una vita, comunque essa sia, vale ben cento fatiche e cento difficoltà. Questo libro riesce a motivarmi. Ed è la motivazione che ci fa andare avanti.





